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Cultura e tempo libero | 22 settembre 2020, 09:59

Continua l'Agrifestival Cia, venerdì 25 settembre all'agriturismo Perla di Moncucco

L’attore Massimo Barbero, fondatore del Teatro degli Acerbi, vestirà i panni di Pinin, il solitario abitatore dei boschi che racconta storie di alberi, guerre, ricordi e viaggi

Da sinistra, Massimo Barbero, Alessandro Durando con la moglie Sara, Fabio Fassio, Simona Colonna

Da sinistra, Massimo Barbero, Alessandro Durando con la moglie Sara, Fabio Fassio, Simona Colonna

Dopo gli applausi e consensi di venerdì scorso all’agriturismo Terra d’Origine di Portacomaro, torna l'Agrifestiva della Cia.

A fare gli onori di casa c’era Alessandro Durando, nella doppia veste di presidente della Cia di Asti, che ha promosso la rassegna itinerante, e di titolare dell’azienda agricola di famiglia specializzata nella produzione di vini e nella coltivazione e trasformazione delle nocciole. Un’esperienza di amore e passione per la terra che si è trasmessa di generazione in generazione  dal 1630. La serata è stata animata da due grandi artisti. Fabio Fassio, attore e fondatore del Teatro degli Acerbi, ha scatenato risate genuine con il suo personaggio Tomà ispirato a Carlo Artuffo, poeta delle cose semplici, maschera e simbolo del mondo contadino.

Incantevole Simona Colonna, unica artista italiana ad accompagnare il canto con il violoncello "Chisciotte". Splendida la sua interpretazione di “Masca vola via” o “Curima curima” presentata nel 2019 al Premio Tenco.

Prossimo appuntamento

Pinin, le masche e i primi tartufi della stagione. Con questo insolito tris l’Agrifestival Cia fa sosta venerdì 25 settembre all’agriturismo Perla di Moncucco Torinese. L’appuntamento è all’ora del tramonto (19,30) nel suggestivo belvedere con vista su boschi, vigneti e ulivi in località Pogliano. 

L’attore Massimo Barbero, fondatore del Teatro degli Acerbi, vestirà i panni di Pinin, il solitario abitatore dei boschi che racconta storie di alberi e di guerre, di ricordi e di viaggi, di un amore lontano e di masche che proteggono, a modo loro, la terra.

È un monologo che fa vibrare le corde dell’anima; l’autore è il compianto regista Luciano Nattino che a sua volta prese ispirazione da un racconto di Davide Lajolo.

A seguire gli ospiti degusteranno una tipica cena monferrina impreziosita dai primi tartufi bianchi raccolti dai trifulau dell’azienda agricola.

Prenotazione obbligatoria: 011 9875003.  In caso di maltempo l’evento si svolgerà nei locali dell’agriturismo che includono anche una splendida grotta scavata nel tufo e un tipico infernot.

L’Agrifestival Cia prosegue fino all’11 ottobre. Info https://www.cia-asti.it

Redazione

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