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Cultura e tempo libero | 09 gennaio 2021, 07:30

Viviamo in un posto bellissimo: resistere, resistere, resistere

Puntata d’invito a ricercare gli anticorpi che tutti possediamo per reagire alle brutte derive emerse in un posto lontano, ma in fondo vicino: l’America

Quadro rielaborazione della bandiera USA

L'America a due facce, opera del pittore Jasper Johns

“Resistere, resistere, resistere…”.

Ecco che l’accorato invito di Francesco Saverio Borrelli, nel suo ultimo discorso inaugurale dell’anno giudiziario 2002, oggi torna più che attuale, pur se con valenze diverse, più ampie, globali. Il suo resistere guardava a legalità e giustizia in Italia, il nostro dovrebbe riguardare niente po’ po’ di meno che sopravvivenza, qualità e stili di vita, fratellanza e, non ultimo, democrazia.

Un invito reiterato tre volte, oggi da reiterare anche, trenta, trecento, tremila e più. Resistere ad un cambio radicale di vita e prospettive, conseguenza di un anno pandemico, cercando in ogni modo di trasformare e trasformarsi. Resistere all’individualismo, alla liquidità dei legami sociali e al ritrovarsi grazie a cose invece che a persone. Resistere al degrado dell’etica pubblica, alla trasformazione della democrazia, al fascino incomprensibile di sovranisti e populisti.

I resistere di Borrelli richiamavano all’azione attiva, a non essere complici, ma neppure vittime inerti. Allo stesso modo, adesso, è impossibile non ricercare tutti quegli anticorpi che sono fermamente convinto tutti possediamo. L’America, nonostante l’incredibile che ha appena vissuto, ne è dimostrazione nell’aver eletto un presidente e una vicepresidente che sono agli antipodi di Trump, e continuerà sicuramente ad esserla nel contrastare le pericolosissime derive toccate con mano e nel reagire contro violenza, razzismo e differenze sociali.

Anche dalle nostre parti c’è fuoco sotto la cenere, con virus e crisi economica quali paglia e fascine. Fondamentale spegnerne ogni traccia al più presto, ognuno con il proprio bicchierino d’acqua, con la propria resistenza.

“Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere, come su un'irrinunciabile linea del Piave”.


La frase dell’ex capo del pool Mani Pulite vale oggi come ieri e mi sembrava giusto riportarla per esteso. Rileggersela ogni tanto sono certo possa aiutare.

Davide Palazzetti

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