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Attualità | 04 aprile 2021, 08:00

"Nonostante il dolore e le sofferenze del periodo, la Pasqua ci ricorda che la nuova vita è già tra noi"

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio pasquale che monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, invia ai fedeli

Monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti

Monsignor Marco Prastaro (ph. Efrem Zanchettin - MerfePhoto)

Un anno fa celebravamo la Pasqua chiusi nelle nostre case, “partecipando” all’Eucarestia Pasquale in diretta streaming dalle nostre abitazioni.

A distanza di un anno, anche se con modalità diverse, ci troviamo ancora confinati nelle nostre case, il virus continua a mietere vittime, il pensiero del futuro ci inquieta profondamente, non è ancora chiaro quando tutto questo finirà.

Eppure, anche quest’anno, il dramma dell'amore di Gesù per noi si compie per sfociare nella luce abbagliante della risurrezione. Ancora una volta la liturgia ci ricorda che Cristo è risorto, che il peccato e la morte sono sconfitti, che una vita nuova è già presente in mezzo a noi.

E questa luce e questa gioia vorremmo proprio vederle, quasi toccarle materialmente con la mano, ma la sofferenza, la morte, l’egoismo le offuscano. Non smettiamo mai di vivere, nonostante la sofferenza e il limite, “fedeli compagne di viaggio” dei nostri giorni sulla terra.

A volte ci ingannano diventando tentazioni diaboliche e sterili, e ci capita di cadere nello scoraggiamento o nella rabbia, oppure ci rassegniamo a sopravvivere indifferenti in mezzo ai mille problemi e dolori che ci circondano. Altre volte si rivelano dolci compagne di strada: ci fanno crescere, poiché ci riportano al cuore di ogni persona e accendono in noi il desiderio di Dio.

La Pasqua ci ricorda con forza che tutto questo dolore e questa fatica di vivere sono già sconfitti e superati, e la vita nuova risplende, è già presente fra noi: è lì, a portata di mano. Eppure, per certi versi, resta lontana e non sempre riusciamo ad afferrarla.

Tante volte ci sentiamo impotenti di fronte a quanto la vita ci riserva, certe realtà ci fanno paura, non le accettiamo, vorremmo fuggirne. Eppure, sono già superate, esiste già una via di uscita luminosa e piena di vita.

In questa realtà quotidiana così impegnativa e che spesso ci schiaccia, possiamo lottare e insistere, anche là dove una soluzione è ancora sconosciuta e lontana. Perché crediamo proprio che Cristo sia risorto. Perché questa risurrezione bisogna “tirarla fuori” da dove è nascosta: è già presente, perché Cristo è veramente risorto.

In questa Pasqua 2021 mi illuminano e danno forza le parole di Papa Francesco: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (EG 1).

Il mio augurio pasquale è allora un invito a “tirare fuori”, da dove sembra nascondersi, la gioia di questa Pasqua per non lasciarci sopraffare dall’egoismo, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall’isolamento.

Insieme alla Pasqua “tiriamo fuori” le nostre energie migliori: la nostra capacità di vivere come fratelli nella pace e nell’amore, la nostra audacia e creatività nel pensare un mondo migliore, il nostro impegno nel far sì che ogni giorno la vita prevalga sulla morte, l’amore sull’odio, la solidarietà sull’indifferenza.

Il Covid non è il nostro ultimo destino, perché siamo certi che la vita e la gioia sono più forti della morte e della tristezza... basta guardare Gesù risorto!

Vi benedico

+ Marco

Comunicato stampa

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