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Attualità | 25 aprile 2021, 17:04

La Medaglia d'Oro consegnata nel 1996 alla Provincia di Asti, testimone di 'Io c'ero. Cinquantuno storie tra fascismo e liberazione' consegnato oggi ai sindaci [FOTO]

ll libro, di Laura Nosenzo e Loredana Dova, propone storie inedite raccolte nell'Astigiano e ricorda il 25esimo anniversario del conferimento

MerfePhoto

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"Io c'ero. Cinquantuno storie tra fascismo e liberazione" di Laura Nosenzo e Loredana Dova, oggi, domenica 25 Aprile è stato consegnato ai sindaci dei venticinque comuni astigiani in cui sono ambientati i racconti.

Un giorno speciale che ricorda la Medaglia d'oro concessa nel 1966 alla Provincia di Asti, intesa, come ha spiegato il presidente Paolo Lanfranco "prima che come istituzione, come collettività che ha saputo dare prova di generosità, di abnegazione, di tenacia nel costruire e conquistare con sacrificio un futuro di prosperità e di pace".

Il volume è coeditato da Araba Fenice e dalla Provincia di Asti, che in questo modo vuole proprio ricordare il 25° anniversario del conferimento all'Ente della Medaglia d'Oro al valor militare per i valori della Resistenza.

Il libro parte da due domande

"Io c'ero" propone cinquantuno storie per gran parte inedite, sul fascismo, la guerra, la Resistenza e la libertà, raccolte nell'Astigiano dalla viva voce dei testimoni. Le autrici offrono una visuale particolare partendo da due domande: "Quali sentimenti intimi - indicano - legati a ricordi personali, spesso mai raccontati, conserva chi ha vissuto quel periodo? Quali confidenze, pensieri, emozioni di chi ha fatto il partigiano e la staffetta, o semplicemente di chi allora era bambino, sono pronti a riemergere settantasei anni dopo la Liberazione?".

Scrive nella prefazione il giornalista e scrittore Marco Neirotti: "Ogni ricordo personale di quei giorni e di quegli anni è sempre un richiamo per affondare la mente nella Storia. Nosenzo e Dova ci guidano ad affondarci il cuore".

Le memorie vivono nel cuore di chi resta 

E se i testimoni non possono più raccontare, perché non ci sono più, ci pensano i figli a risvegliare le memorie attraverso oggetti, inattesi e sorprendenti, dei loro padri e delle loro madri legati alla guerra partigiana. "Un modo, anche questo - affermano Laura Nosenzo e Loredana Dova - per ricordare che la libertà non è mai scontata e che per tenere allenata la memoria occorre coltivarla ogni giorno".

Il volume, sottolinea lo scrittore e drammaturgo Pellegrino Delfino nella post prefazione, "è uno straziante e sublime memoriale di un periodo della nostra storia che non solo non va dimenticato, ma raccontato mille e mille volte onde impedire che la memoria si sfaldi nell’oblio e si smarrisca nel nulla storico".

Il libro, in vendita a 17 euro, propone una sezione di foto d'epoca molto particolari accompagnate da citazioni di scrittori, poeti e uomini liberi che non sempre si riferiscono al periodo storico raccontato, ma che ben si accordano al clima e agli stati d'animo di allora.

Alla cerimonia era presente anche il vicepresidente della Giunta regionale, Fabio Carosso.

Betty Martinelli

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