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Politica | 02 maggio 2021, 13:47

Insieme per Canelli: “Ecco perché abbiamo abbandonato il Consiglio comunale”

I consiglieri di minoranza motivano lo ‘strappo’ conseguente una mancata discussione sul Recovery Fund

Gruppo consiliare Insieme per Canelli

Gruppo consiliare Insieme per Canelli (foto d'archivio, risalente al 2019, tratta dalla loro pagina Facebook)

“Perché una Minoranza, che non si dà mai per vinta e continua a far proposte, abbandona un consiglio comunale a Canelli? Perché a tutto c'è un limite”. Lo affermano i consiglieri comunali del gruppo “Insieme per Canelli” in una nota stampa redatta per spiegare le ragioni del loro abbandono del Consiglio comunale ‘virtuale’ (anche a Canelli, così come in molti altri Comuni, le sedute di Consiglio avvengono in videoconferenza in ottica anti covid, ndr.) di venerdì.

“Siamo consiglieri, ci hanno eletto i cittadini e, per mandato, siamo in Consiglio per garantire la tutela dei loro interessi – prosegue la nota perché nessuno ci ha informato dei progetti presentati per il Recovery Fund dal Comune e abbiamo dovuto scoprire che esistevano dai giornali? Allora abbiamo fatto una semplice richiesta: parliamone tutti insieme nel consiglio comunale. In fondo sono 30 milioni di euro, non bazzecole”

Se non che, di fatto, l’argomento non è stato toccato poiché è nata una accesa discussione tra maggioranza e opposizione incentrata sulle modalità di discussione. La presidente del Consiglio comunale Angelica Corino ha sostenuto che il documento, giunto oltre i termini previsti dal regolamento, era stato inserito come ‘interrogazione’ e non come ‘mozione’ non possedendone pienamente i requisiti.

Una valutazione che ha spinto il consigliere Mauro Stroppiana a chiedere la sospensione della seduta “per l’estrema gravità del fatto”, suscitando la reazione del sindaco Paolo Lanzavecchia. Dopo alcuni minuti la seduta è ripresa, ma senza i consiglieri del gruppo di minoranza poiché, come affermato da Stroppiana: “Il consiglio comunale è il luogo ove si discutono gli argomenti oggetto della vita cittadina. Visto che ciò non è possibile, abbandoniamo la seduta”.

Una scelta conseguente quella che i consiglieri di minoranza definiscono nella nota stampa “una trappola”. “Forse temendo critiche all’operato del Comune o della Regione, l'Amministrazione si aggrappa a vizi formali, alza la voce, minaccia addirittura azioni legali se ci permettiamo di esprimere giudizi – scrivono –. Niente: in Consiglio questo dibattito non s'ha da fare. Argomento troppo eversivo per la politica canellese, che considera il pensare una malattia. Allora perché stare lì a farci calpestare ancora una volta? Ci vogliono gesti forti. La gente deve sapere. Nelle scienze politiche esiste un concetto. Si chiama ‘democrazia illiberale’. Cercare su Google”.

Redazione

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