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Economia e lavoro | 18 giugno 2021, 07:30

Embraco, la cassa integrazione è più vicina: partito l'iter per prorogare di sei mesi

Incontro in Regione con i sindacati: dalla curatela c'è l'apertura a richiedere altri ammortizzatori. E il conto alla rovescia su Italcomp va avanti

Embraco, la cassa integrazione è più vicina: partito l'iter per prorogare di sei mesi

Il conto alla rovescia verso il 30 giugno continua a scandire i suoi rintocchi: è la data entro la quale sindacati e istituzioni hanno chiesto una parola chiara e definitiva sul progetto Italcomp, per avere così il tempo necessario per cercare un eventuale piano B.

E se su quel fronte nulla si muove (almeno ufficialmente), intanto qualche passo avanti viene fatto sul prolungamento della cassa integrazione per i 400 dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri. Un passaggio fondamentale per avere ulteriore tempo e ossigeno, in cerca di soluzioni. Dopo un vertice in Regione, alla presenza dei sindacati di Fim, Fiom, Uilm e Uglm, è iniziato ieri il percorso per ottenere la proroga della cassa, dopo l’approvazione del decreto Sostegni bis.

Nuova cassa: ora anche la curatela dice "sì"

Al tavolo erano presenti anche i rappresentanti della curatela fallimentare, che in passato avevano "frenato" su questo fronte in attesa di chiarezza delle regole e delle leggi. Questa volta, però, "hanno manifestato la propria disponibilità a richiedere gli ulteriori 6 mesi di cassa integrazione come previsto dal legislatore. In sede ministeriale andranno verificate e confermate coperture finanziarie ed esoneri dei costi per la curatela", spiegano i sindacati.

L'incognita su Italcomp (e su Acc)

In sede di riunione, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di bloccare i licenziamenti, che avranno effetto dal 23 luglio 2021. Il tavolo regionale sarà riconvocato nei prossimi giorni. Ma nel frattempo i rappresentanti dei lavoratori hanno anche ribadito la richiesta di un incontro con il Mise per avere aggiornamenti sul progetto Italcomp, che coinvolge anche la Acc di Mel, in provincia di Belluno, a rischio fallimento.

"Vogliamo sapere se procede, oppure se il Governo intende proporre una soluzione alternativa", spiegano i sindacati. Anche se l'impressione, col tempo che passa, è che quella che sembrava la soluzione (celebrata come tale anche con alcuni video su fb di matrice ministeriale) sia finita su un binario morto. Forse il destino di Acc potrebbe essere altrove. E così quello degli ex Embraco, che ormai da settimane hanno montato una tenda (la "Tenda del Lavoro") davanti al palazzo della Regione, in piazza Castello.

Massimiliano Sciullo

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