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Cronaca | 25 novembre 2021, 07:10

25 novembre: il no alla violenza non è solo una Giornata. La rete aiuta le vittime e ad Asti funziona

Nell'Astigiano 77 accessi in Pronto Soccorso dal 1° gennaio 2021 a oggi. Il Centro Antiviolenza Orecchio di Venere, apre la 'casa segreta'. "Le vittime devono sapere che ce la possono fare"

MerfePhoto

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Oggi è una Giornata dove riflettere è d’obbligo, ma non deve essere pretesto perché ci si concentri SOLO in occasione del 25 novembre.

La violenza contro le donne, che spesso, troppo spesso diventa anche violenza contro bambini è minori, deve finire e per finire, occorre una cultura in merito che parta dalla scuola e arrivi al quotidiano.

Una rete che coinvolga tutto un territorio, dalla sanità ai centri e alle forze dell’ordine e che, nell’Astigiano, sembra funzionare abbastanza bene.

Stalking e codice rosso in aiuto ma i numeri sono comunque allarmanti

I numeri, a livello nazionale, continuano ad essere raggelanti pur essendo, oggi, più sensibili e attenti e le pene per i reati più severe.

Secondo la World Health Organisation 1 donna su 3 subisce violenza nel corso della propria vita, e circa il 38% di tutti gli omicidi di donne sono compiuti da partner; quello della violenza sulle donne è un problema grave anche in Italia, dove ogni anno si registrano numerosi casi di femminicidio, di cui la maggioranza compiuti da partner o ex partner (ricordiamo a riguardo l'importante ruolo di supporto alle vittime svolto dai centri antiviolenza in tutto il paese, e la presenza del numero nazionale 1522, al quale si possono denunciare abusi, molestie e stalking).

La violenza ha tante facce

La violenza di genere però, oltre a prendere la forma di violenza fisica, può anche assumerne altre, come quella verbale, psicologica o economica.

E, ahimè, nessuna fascia, nessuna categoria, nessuna classe sociale, nessuna età è esente dal fenomeno.

Le iniziative nell’Astigiano in questi giorni sono tante e puntano non solo a parlare e accendere una luce ma a cercare di risolvere un problema purtroppo sempre molto presente.

Qualche dato astigiano

I dati resi noti dalla Asl di Asti parlano di 77 accessi in Pronto Soccorso dal 1° gennaio 2021 a oggi, in particolare 65 donne, 6 uomini, 6 minori e, il Centro antiviolenza L’Orecchio di Venere, comunica di aver aperto 70 nuove cartelle e avere in carico circa 85 donne, aprendo anche una casa segreta (la 13esima in Piemonte).

La casa viene utilizzata in seguito alla ‘messa in protezione’, dopo che si è stilato un primo progetto sulla donna ed eventualmente i figli - spiega Elisa Chechile, responsabile Orecchio di Venere - il progetto serve alla donna per riprendere in mano la sua vita e vanno valutate le situazioni soggettive. La casa è in un contesto urbano, la donna non è reclusa, può andare a lavorare o i bambini a scuola. Protezione non vuol dire reclusione” .

Nella casa possono essere ospitate 4 donne e i piccoli tra 0 e tre anni non vengono ‘conteggiati, mentre dopo i tre anni i minori vengono conteggiati nei 4 posti.

 

La vittima ce la può fare

"Questa 13esima casa copre tutta la provincia, spiega ancora Chechile. Le donne possono stare tre mesi ma vanno valutate le situazioni e i diversi progetti. Con l’attivazione della rete antiviolenza si procede a un inserimento lavorativo. La donna vittima di violenza deve capire che ce la può fare". E ieri a simboleggiare un percorso costruttivo, è stata posizionata all’esterno del Centro una panchina rossa.

L’Orecchio di Venere risponde al numero di emergenza 366/ 9287198 ed è collegato al numero nazionale gratuito 1522.

 

Un giorno solo non basta!

Un giorno solo non basta certo, e non è solo un modo di dire o un’iniziativa. La polizia anche quest’anno ha presentato la quinta edizione della campagna di prevenzione permanente “Questo non è amore”, curata dalla Direzione centrale anticrimine sotto l’hashtag #aiutiamoledonneadifendersi, nata per supportare e aiutare le donne vittime di violenza, e l’opuscolo informativo sul progetto sarà distribuito in tutte le città italiane nel corso degli eventi che la polizia p realizza per andare incontro alle vittime di violenza, avvicinandole con poliziotti e psicologi specializzati a trattare questi temi delicati con l’obiettivo di prevenire la violenza di genere che, visti i dati, è divenuta una vera e propria piaga sociale.

In Italia dal primo gennaio al 7 novembre, sono state uccise 103 donne, una ogni 3 giorni, di cui 87 in ambito familiare-affettivo, e 60 di loro hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. A questi numeri vanno aggiunte anche le violenze fisiche e psicologiche, i ricatti e le minacce di ogni genere.

Tutti devono diventare particelle della rete

I dati astigiani verranno presentati sabato dalla Questura, ma Daniela Campasso, dirigente della Divisione Anticrimine ci spiega: “Ieri in università abbiamo, con il collega Vesce della Digos, parlato dei vari campi della violenza, anche dei crimini d’odio. La rete ad Asti direi che è molto valida e funziona, io mi confronto con altre questure italiane e Asti è assolutamente virtuosa, paragonata ad altre realtà analoghe, come intervento e solidarietà. Ci si sente costantemente e a qualunque ora. Valutare il sommerso è difficile - aggiunge - a volte le donne si presentano al centro antiviolenza e poi spariscono per diversi motivi. Non sono pronte alla denuncia: all’idea di un procedimento penale e di svelarsi si spaventano e i timori sono montagne per loro. È importante fare divulgazione e aiutarle a sapere le cose giuste. Spesso le famiglie le convincono che i bambini in caso di denuncia vengono tolti e questo non succede assolutamente. La non conoscenza della realtà e il timore le frena. Tutti si deve diventare particelle della rete”.

Al Parco fruttuoso 'spuntata' la panchina delle Pari opportunità

Al Parco Fruttuoso di Asti è stata posizionata nei giorni scorsi un’altra panchina rossa a cura della commissione Pari Opportunità del Comune di Asti, a cui ha collaborato il maestro del Palio di Asti, Filippo Pinsoglio. Spiega l’ assessore Elisa Pietragalla: "La prima panchina al Parco Fruttuoso nel quartiere di corso Alba, con un importante messaggio contro la violenza sulle donne. Grazie a Filippo Pinsoglio per la preziosa collaborazione e a tutta La Commissione Comunale Pari Opportunità per l’idea e il supporto all’iniziativa".

Non solo gesti per la giornata, ma un modo di rafforzare la presa di posizione contro la barbarie. Come "Vive da morire", l’incontro di oggi pomeriggio con la Cgil di Asti e il Coordinamento Donne Cgil Asti e il flash mob che, partendo alle 16,45 dalla sede della Camera del lavoro, in piazza Marconi, si snoderà lungo via Cavour per poi arrivare in piazzetta San Paolo intorno alle 17. Alle partecipanti sarà consegnato un braccialetto fluorescente e un palloncino rosso. Al termine del percorso, in piazzetta San Paolo, verranno urlati i nomi di alcune donne vittime di femminicidio e verrà letto un testo.

Il presidio Soci Coop di Asti, in collaborazione con il comitato locale della Croce Rossa all'oratorio della parrocchia San Domenico Savio, adotterà una panchina per ricordare le vittime di femminicidio, dopo un’attività di formazione ai soci Coop a cura del centro antiviolenza L’Orecchio di Venere e un'azione di volantinaggio all’interno del Superstore Coop per sensibilizzare i clienti su questi temi.

 

La caserma dei carabinieri si tinge di arancione

Oggi alle 18, ad iniziativa del Soroptimist, la caserma dei carabinieri sarà illuminata di arancione. Simboli che permettono alle vittime di non sentirsi soli e che devono dare coraggio di denunciare.

I casi di Codice Rosso, segnalano i Carabinieri del comando di Asti, da inizio 2021 a oggi sono 62, in linea con i dati del 2020.

Il video nazionale

Il ruolo dei consultori

La dottoressa Valeria Ferrero, responsabile dei Consultori, specializzata in Ginecologia ed Ostetricia, è anche referente clinico nell’ambito dell’equipe Abuso e Maltrattamento sui minori, e consulente al Tribunale dei minori per migliorare i percorsi delle donne.

Spesso ai consultori si rivolgono donne in casi di emergenza e in acuto- ci dice – una donna che tendenzialmente cerca un consiglio e un appoggio. Sulla violenza non c’è un target specifico, la violenza tocca qualsiasi classe sociale, certo, chi non ha una perfetta integrazione, non ha un reddito o un lavoro è più a rischio. Denunciare sì, ma spesso ci si sente soli per passare ad una vita futura molto incerta. Abbiamo fatto diverse cose anche con le scuole, divulgato materiale con tutti i numeri di telefono, l’impatto visivo dell’immagine fa sentire chi è vittima di violenza fisica o psicologica meno sola. Insieme si trova coraggio”.

Purtroppo a volte è facile giudicare chi non denuncia ma trovarsi ad affrontare una situazione del genere, magari con figli piccoli o si è senza lavoro è davvero difficile.

La pandemia, inoltre, ha esasperato situazioni già difficili

La violenza assistita - continua Ferrero - è purtroppo molto frequente e l’apertura della casa segreta dice molto. Entrare in protezione e in comunità non è facile ed è solo un passaggio, bisogna aiutare le persone a prendere in mano la propria vita. Purtroppo la vittima di violenza andrebbe seguita nel tempo perché i maltrattanti non risolvono solo con l’allontanamento. In pandemia si sono inoltre esasperate situazioni già difficili e sono aumentati i casi".

Nei consultori di Asti e di Nizza Monferrato e presso il servizio di Psicologia dell’Ospedale Cardinal Massaia, sono previsti momenti di colloquio con gli esperti dell’Asl (psicologi, assistenti sociali, infermieri, ostetriche), chiunque potrà rivolgersi gratuitamente, ad accesso diretto, senza prenotazione e senza prescrizione medica, in assoluto anonimato e nella più totale riservatezza.

“Ringrazio i nostri professionisti, in particolare il personale dei Consultori e della Psicologia, per essersi resi disponibili e aver voluto partecipare a questa iniziativa – sottolinea il direttore generale Asl At Flavio Boraso -. La violenza contro le donne continua a essere una grave piaga sociale, ed è quindi fondamentale far conoscere i servizi attivati dall’azienda sanitaria, che possono costituire dei veri punti di riferimento per chi è in difficoltà”.

Betty Martinelli

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