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Scuola | 04 agosto 2022, 11:11

Asilo Regina Margherita di Asti verso la chiusura: alcune insegnanti non avrebbero ricevuto lo stipendio di giugno

La Cisl scuola Piemonte: "Lo stato debitorio è di una certa importanza. Siamo in attesa della convocazione di un tavolo, promesso dal presidente del cda"

Attività al regina Margherita di Asti

Attività al regina Margherita di Asti

Una bufera estiva che scuote il mondo del lavoro e della scuola. La possibile chiusura dello storico asilo Regina Margherita, sembra essere realtà, anche se si combatte per salvarlo.

Dopo i genitori anche le insegnanti, in questi giorni alle prese con il centro estivo che si concluderà il 26 agosto, esprimono a mezza voce la preoccupazione: "A giugno ci è arrivato lo stipendio ridotto, rischiamo di rimanere senza lavoro e i piccoli senza la loro scuola".

Le prime avvisaglie nel 2020

A confermare uno stato decisamente allarmante è la Cisl scuola regionale tramite Gianmarco Torrente. "Siamo a conoscenza del problema e siamo vicini alle lavoratrici. Il percorso è iniziato a fine 2020, quando, in un incontro con lo studio Roletti di Torino che seguiva la situazione, ci è stato confermata una situazione economica critica ma ci è stato detto che si sarebbe avviato un percorso di risanamento e risanazione del debito. Una parte del debito non indifferente, derivava da Tfr dovuto a personale che aveva dato le dimissioni".

Sono quindi stati fatti accordi per la rateizzazione del Tfr che le ex lavoratrici hanno accettato di ricevere, appunto, a rate, da marzo 2021.

Il Cda convocato a Torino

"Abbiamo fatto la nostra parte - continua Torrente - tutto sembrava andar bene, le ex lavoratrici sono state encomiabili, ma le rate hanno iniziato ad arrivare in ritardo e il 15 luglio abbiamo convocato la commissione paritetica alla Fism (Federazione italiana scuole materne) a Torino e convocato il cda del Regina Margherita.

È intervenuto il presidente della Fondazione Regina Margherita, geometra Claudio Mogliotti che ha presentato una situazione debitoria che si era incrementata e soprattutto una carenza di bambini iscritti. 

"Il presidente - conclude Torrente - ci ha rassicurati che si sarebbe adoperato per un tavolo istituzionale dove pensava di coinvolgere banche del territorio, per studiare una strategia di recupero, ma mai prospettando la chiusura, solo un  ridimensionamento con ricadute lievi sul personale. Alcune dipendenti avevano contratti in scadenza. Ma ad oggi siamo ancora in attesa di sapere qualcosa di questo tavolo".

Betty Martinelli

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