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Politica | 04 novembre 2022, 14:33

L'on. Coppo difende Venturini dopo il post sulla Boldrini: "Il mio amico Roberto è un emblema di tolleranza e buon cuore"

Il leader locale di Fratelli d'Italia va poi al contrattacco di chi l'ha biasimato: "Accecate dalla loro ideologia piena di asterischi, neanche hanno capito il senso della battuta"

Marcello Coppo (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin)

Marcello Coppo (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin)

La bufera politico-mediatica apertasi ieri pomeriggio – quando una nota stampa dell’associazione Asti Pride ha stigmatizzato i contenuti di un post del consigliere comunale Roberto Venturini (CLICCA QUI per rileggerlo), candidato in pectore alla presidenza della Commissione Cultura, chiedendone le immediate dimissioni da ogni incarico politico – sembra essere tutt’altro che destinata a spegnersi.


IL POST ANTI BOLDRINI

Nelle scorse ore vi abbiamo dato conto sia delle parole dello stesso Venturini, secondo cui il post del 26 ottobre in cui scriveva "Boldrini: “siamo lo zoccolo duro della sinistra” …. quando le conviene parlare al maschile…" è da ritenersi goliardico (CLICCA QUI per rileggere l'articolo), e sia della presa di posizione della consigliera comunale (ed ex presidente di Asti Pride, incarico da cui si è dimessa il giorno stesso in cui ha annunciato l’intenzione di candidarsi) Vittoria Briccarello (gruppo “Uniti si può”) che ha contestualmente preannunciato che il suo gruppo presenterà un’interpellanza in merito alla vicenda.


LA ‘DIFESA’ DA PARTE DELLA FIGLIA CECILIA

Ora aggiungiamo nuovi elementi, ad iniziare dalla strenua difesa attuata da Cecilia Venturini, figlia del consigliere, che commentando il nostro post di condivisione Facebook della notizia (CLICCA QUI per rileggerlo) ha ripetutamente sottolineato che il padre non aveva intenzione di offendere l’On. Boldrini in quanto donna. Cecilia Venturini tra l’altro scrive: “Ma per carità...prima di ingigantire una battuta pensateci bene perché é molto offensivo quello che dite anche per me che sono sua figlia in quanto figlia e DONNA. Sicuramente la battuta non era delle più simpatiche, ma, SiCURAMENTE, non era in offesa alla donna in quanto tale.

Io, sua figlia, posso garantirvi che mio papà il rispetto per il genere femminile l'ha sempre avuto, anzi si é sempre mostrato propenso alla MIA e all'emancipazione di qualsiasi donna DA SEMPRE ( tanto per dirvi ho lavorato per 5 anni in Francia per delle ONG che lottano contro la diseguaglianza SOCIALE di tutti I generi e mi HA SEMPRE SOSTENUTA)

Quindi per favore facciamo che concentrarmi su Cose importanti”.

L’ON. COPPO: “IL MIO AMICO ROBERTO E’ UOMO MITE E DI CULTURA”

Parole che fanno il paio con quelle dell’On. Marcello Coppo, già vicesindaco di Asti e assessore in entrambe le giunte Rasero, leader locale di Fratelli d’Italia e amico personale di VenturinI.

“Superior stabat lupus” - letteralmente “il lupo stava più in alto”, citazione di una fiaba di Fedro (curiosamente, la medesima ‘usata’ alcuni mesi fa da Guido Crosetto, attuale ministro della Difesa e tra i fondatori di Fratelli d’Italia, per spiegare la crisi ucraina) che, afferma Coppo - “è la metafora degli incredibili attacchi che sta ricevendo un amico, il prof. Roberto Venturini. Persona mite e di cultura, un emblema di tolleranza e e buon cuore”.

“Sto vedendo che persone avvezze a comunicati dai toni molto forti (usando un eufemismo) ora si disperano per una battuta pubblicata sulla pagina personale di Roberto. Accecate dalla loro ideologia piena di asterischi, neanche hanno capito il senso della battuta, il cui significato non ha nulla a che vedere con un insulto a una donna”, continua l’Onorevole Coppo.

Andando poi ancor più all’attacco: “Le stesse persone che nulla avevano a che dire quando qualche loro alleato affermava “gli faremo sputare sangue” o quando dei facinorosi fascio-comunisti impedivano lo svolgimento di un pacifico convegno all’università “La Sapienza”. Non ho visto nemmeno strapparsi i capelli quando un professore universitario definiva una importantissima leader come una scrofa (riferimento ai pesantissimi epiteti che lo storico Giovanni Gozzini utilizzò contro l’attuale premier Giorgia Meloni, ndr)”.

“Il significato di quanto pubblicato a livello personale da Roberto – argomenta ancora Coppo – è da leggere nel fatto che a forza di stuprare la grammatica e la lingua italiana, succede un cortocircuito e in tal senso va letto se si usa la semplice lente dell’analisi logica. Da professore, Roberto ha usato una metafora forte ma mai si può paragonare Roberto a chi sta zitto davanti a chi vieta di manifestare il proprio pensiero, insulta le persone o mette a testa in giù le immagini delle persone”.

Concludendo: “Questi sono paragonabili al “Superior stabat lupus” in quanto inventano di tutto solo per mangiarsi l’agnello che in questo caso però è un po’ indigesto”.

Gabriele Massaro


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