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Attualità | 08 novembre 2022, 12:53

Ad Asti nascono 'casette' come funghi...

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Marco Castaldo, consequor per la vita indipendente, in merito alle polemiche per gli stand del "Magico paese di Natale" posizionate su stalli per disabili

Una delle 'casette' al centro della polemica

Una delle 'casette' al centro della polemica

È autunno e, si sa, i funghi nascono qua e là, senza una specifica regola o programmazione; si fa come natura vuole. Ad Asti, nella centralissima piazza Alfieri, invece, nascono le “casette del magico paese di Natale” (un po’ in anticipo a dire la verità, ma questo aspetto fa parte di un’altra questione…). Le “casette”, però, per magia natalizia, nascono sugli stalli dei parcheggi per disabili.

Che fortuna, direte voi! Così i disabili saranno avvantaggiati nella visita del “magico paese di Natale”! No, non mi sono spiegato bene, le casette non sono vicino ai parcheggi per disabili, ma proprio sopra! Però non preoccupatevi, perché i nostri amministratori ci hanno detto che le casette occuperanno meno del 20% dei parcheggi dei disabili. Woh, che bello, così i disabili avranno addirittura più dell’80% degli stalli riservati al parcheggio della loro auto, tutti disponibili!

Beh, si, più o meno… Perché se contiamo che il numero di questi stalli non è certamente sufficiente a soddisfare l’utenza dei possessori di permesso di parcheggio per disabili… Se poi aggiungiamo che, molto spesso, questi sono occupati da automobili non autorizzate e che per un eventuale sgombero tramite l’intervento della polizia locale e del carro attrezzi, i modi e i tempi sono incompatibili con traffico e attese dell’utenza, la situazione non brilla di certo per efficienza ed efficacia dei servizi.

Non è strumentale, vicesindaco Morra, far presente che occorre maggiore programmazione nella gestione dei servizi, inclusi e soprattutto, per quelli rivolti ad un’utenza considerata “fragile”. Per esperienza personale, infatti, la maggior parte dei parcheggi per disabili in centro città è quasi sempre occupata e, soprattutto, nei giorni di mercato e nelle occasioni turistiche quando l’afflusso dei cittadini è maggiore. Se, poi, questi stalli sono posizionati in zone che spesso vengono occupate per manifestazioni e/o eventi che prevedono l’occupazione di spazi pubblici, allora il problema si amplifica.

Qual è lo studio a cui si fa riferimento, signor Sindaco, quando si afferma che il numero degli stalli è considerato sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini disabili? Tra poco meno di un mese, il prossimo 3 dicembre, si celebrerà la giornata internazionale della disabilità e a noi piacerebbe poter parlare dei PEBA, ovvero i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che sono gli strumenti in grado di monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutti i cittadini.

Ma anche di altri aspetti operativi ed inclusivi per i soggetti portatori di disabilità quali, ad esempio, la disponibilità di bagni pubblici accessibili e utili a tutta la cittadinanza. Insomma, Signori amministratori, convenite anche voi che di lavoro da fare ce n’è molto, e soprattutto non solo sugli aspetti architettonici, per far diventare la nostra città un “paese per tutti”…

Però, se già ci fermiamo al minimo sindacale, ovvero il numero dei parcheggi riservato alle persone disabili e lo facciamo parlandone semplicisticamente in termine di percentuali, allora temo, che si debba partire dai fondamentali! E allora, dai, tutti a scuola ad imparare che le “casette” non nascono come i funghi…

Marco Castaldo - “Consequor per la vita indipendente”

Al direttore


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