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Cultura e tempo libero | 24 marzo 2023, 09:30

Aria di "Belle Époque" a Nizza Monferrato: appuntamento sabato 1 aprile per l'inaugurazione di una mostra del primo Novecento tutta astigiana

"Volti di casa nostra" sarà visitabile a Palazzo Crova fino all'11 giugno grazie al Comune, l'Associazione culturale Davide Lajolo e la Fondazione Asti Musei

Palazzo Crova - Nizza

Palazzo Crova - Nizza

Palazzo Crova di Nizza ospiterà la mostra "Volti di casa nostra", una raccolta dei più grandi artisti astigiani a cavallo tra fine ottocento e primo novecento, l'inaugurazione si terrà sabato 1 Aprile alle 16:30.

L'obbiettivo della mostra sarà quello di valorizzare gli artisti del territorio. Dal 1 aprile all'11 giugno sarà possibile vedere le opere di nomi come: Carlo Nogaro piuttosto che Giulio Musso o Carlo Perosino. Dopo l’omaggio a Canuto Borelli (9 aprile-8 maggio 2022) anche questa rassegna nicese ha l’obbiettivo di valorizzare il patrimonio artistico del territorio e gli artisti astigiani attivi tra Otto e Novecento.

Il progetto, frutto della collaborazione tra il Comune di Nizza Monferrato, la Fondazione Asti Musei, il Comune di Asti e l’Associazione culturale Davide Lajolo, è nato in concomitanza con la mostra Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque allestita ad Asti a Palazzo Mazzetti fino al 14 maggio 2023.

La selezione di dipinti esposti nelle sale della collezione di Davide Lajolo, la raccolta d’arte contemporanea più importante presente sul nostro territorio, comprende soggetti semplici caratterizzati dall’assenza di retorica. Lo stile realistico è evidente nei ritratti eseguiti da Carlo Nogaro (1837-1931), attivo a Parigi e morto in Francia nel 1931, unico tra i nostri artisti che partecipa in qualche modo al clima della Belle Époque della capitale francese.

L’intonazione intimista e famigliare caratterizza la pittura di Giulio Musso (1851-1915), che firma il ritratto di bambino, una delle molte opere dalla resa immediata e prive di ogni retorica, spesso dedicate al figlio. Ai modi di Giulio Musso e della pittura di genere tardo-ottocentesca piemontese guarda Carlo Perosino (notizie a partire dal 1885) con la piccola tela intitolata Fiammiferaio. Tuttavia la partecipazione emotiva alla concreta identità del personaggio rappresentati è evidente nei due dipinti di Paolo Arri (1868-1939), tra i migliori discepoli di Michelangelo Pittatore.

Nei ritratti del Superstite di Crimea e del Vecchio agricoltore la genuinità dell’ambiente e delle persone si manifesta con la sua carica di sofferenza. Dalle collezioni civiche conservate a Palazzo Mazzetti proviene anche il dipinto Galleria di Famiglia, firmato da Silvio Ciuccetti (1944-2015) che è tra gli artisti presenti nella collezione d’arte contemporanea di Davide Lajolo.

Sono esposte anche un ritratto di signora di Massimo Quaglino e un acquarello di Eugenio Guglielminetti. Si tratta di una reinterpretazione del ritratto nel quale “lo spazio dipinto e quello ideale si infrangono per restituire il dramma dell'uomo contemporaneo” (A. Galvano, 1969).

La mostra, curata da Andrea Rocco, conservatore della Fondazione Astimusei in collaborazione con la Commissione “Art ‘900” del Comune di Nizza Monferrato, è aperta al pubblico fino all’11 giugno, ingresso libero. Info: Ufficio del Turismo 0141.441565

L'ARTE DELLA BELLE ÉPOQUE: L'ART NOUVEAU

Il periodo a cavallo tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo vede il proliferare di immagini destinate soprattutto all’autocelebrazione della borghesia in ascesa, tuttavia la ritrattistica conosce in quest’epoca il passaggio da forme ufficiali e borghesi, improntate alla verosimiglianza, ad una visione rivolta all’introspezione psicologica

La Belle Époque dopotutto è stato un periodo di pace in Europa, uno dei pochissimi nella storia del Vecchio Continente. Dalla unificazione dell'impero tedesco sotto il bellicoso der Eiserne Kanzler (il Cancelliere di Ferro) Otto Von Bismarck nel 1871 fino al tragico attentato di Sarajevo nell'estate del 1914 che farà scoppiare la Prima Guerra Mondiale, nota anche come Grande Guerra, l'Europa è stata tranquilla, per modo di dire. 

È stato un periodo di prosperazione in tutti gli ambiti. All'ora l'Europa era illuminata dai monarchi, dai re, dagli imperatori. L'imperatore tedesco Guglielmo II chiamava cugino lo Zar di Russia Nicola II. C'erano parlamenti, istituzioni, diritti dei lavoratori stavano sorgendo, le ricerche umanistiche proliferavano, le scoperte scientifiche altrettanto. Ecco che quindi l'arte della Belle Époque nasce nella città simbolo dell'arte moderna: Parigi

A Parigi infatti, nella mostra del 1900 l'Art Nouveau esplode in modo definitivo. Si cerca l'eccesso, ci si concentra sui dettagli. Il movimento artistico si configurò come stile ad ampio raggio, che abbracciava i più disparati campi come architettura, decorazione d'interni e urbana, gioielleria, mobilio e tessuti, utensili e oggettistica, illuminazione, arte funeraria.

L'oggetto più simbolico però è architettonico: La Tour Eiffel. L'architettura infatti in questo periodo è la così detta "Architettura di Ferro". L'acciaio viene usato per la costruzione di questi colossi di metallo imponenti. Le grandi stazioni ferroviarie cominciano ad emergere. Nell'edilizia il motto è "Sky is the limit" e i grattacieli di New York non sono da meno.

Il relativo breve periodo di prosperità e di pace, quasi fasullo in realtà perché sotto sotto era da tempo che nel pentolone bollivano attriti esplosivi, durerà fino all'estate del 1914, quando l'Europa tornerà alle sue vecchie tradizioni con armi e tecnologie tuttavia così avanzate da creare un conflitto, c'è da dirlo, senza precedenti. 

Nemanja Babic

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