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Politica | 22 febbraio 2024, 08:35

L’europarlamentare Gianna Gancia rilancia la necessità di un nuovo sistema unico di difesa europeo

Serve un cambio di passo dell’Europa sulle politiche comuni di difesa, per una maggiore indipendenza militare.

L’europarlamentare Gianna Gancia rilancia la necessità di un nuovo sistema unico di difesa europeo

Tra la gente, nei mercati e nelle piazze, c’è preoccupazione per i conflitti che interessano l'Europa e il Mediterraneo, soprattutto dopo le parole di Trump riguardo a un possibile non intervento militare USA a protezione di quei Paesi NATO che non rispettano l’impegno di raggiungere il 2% del PIL in spese per la difesa. Tra questi Paesi, ci sarebbe anche l’Italia.

In merito abbiamo voluto sentire per un commento l’europarlamentare Gianna Gancia che, fin dall'inizio della crisi nel Mar Rosso, si era espressa a favore di un sistema di difesa europeo unico.

Dobbiamo andare oltre la provocazione espressa in un comizio elettorale da Donald Trump e anzi prenderne spunto per riflettere in modo pragmatico sulla difesa del nostro continente. È necessario perseguire la strada verso una maggiore indipendenza militare dell’Ue. 

Oggi, più che mai dalla sua creazione, è chiaro che l'Unione europea si trova a un bivio cruciale per il suo futuro geopolitico e di sicurezza. Come possiamo far fronte a questa situazione?

L'Europa si trova sotto minaccia nel Mediterraneo con il conflitto in Israele e gli attacchi dei ribelli Houti, senza dimenticare le tensioni in Libia, colpi di Stato in Africa e la Russia che esercita pressioni dalla sua posizione a est. Con lo slogan provocatorio ‘né con Washington né con Mosca’, ho voluto sottolineare l'importanza di un'Unione europea capace di difendere i propri valori e interessi, senza dipendere da potenze esterne. Questo include un sistema unico di difesa, un’efficace politica industriale militare e una maggiore integrazione per un esercito europeo unico.

Come affronterebbe il finanziamento di un simile progetto?

L'idea è spendere di più, spendere insieme e, soprattutto, spendere meglio. Una razionalizzazione degli investimenti in difesa potrebbe portare a risparmi significativi. Attualmente, molti fondi vengono sprecati a causa di duplicazioni e mancanza di coordinamento, farlo a livello europeo abbatterebbe i costi e ci consentirebbe di dotarci di ciò che ci serve. 

Qual è la sua risposta alle critiche che potrebbero definire questa proposta come un'iniziativa aggressiva?

Il sistema unico europeo è un deterrente di difesa, non mira all’aggressione. E per difesa non mi riferisco soltanto alle guerre classiche, ma anche alle aggressioni alla libertà di navigazione, al blocco delle materie prime, agli attacchi informatici, alle fake news che fanno opinione. È fondamentale che l'Europa sia pronta a proteggere i propri valori e interessi, garantendo al contempo la pace e la stabilità nel continente e nel mondo.


Qual è il messaggio principale che vorrebbe trasmettere ai cittadini?

L’81% dei cittadini europei è già a favore di un nuovo sistema di difesa che include un esercito unico europeo, essenziale per il nostro futuro e per la sicurezza di tutti. È tempo di agire con decisione e rapidità per costruire un'Europa finalmente forte, libera e indipendente.

C.S.


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