Pubblicato sull’Albo Pretorio da qualche settimana, il progetto dell’area ex Riccadonna è finito al centro dell’ultimo Consiglio comunale canellese, spargendo tra i banchi dell’opposizione un’aria di grandi perplessità, tra garanzie, vicoli, cronoprogrammi e sostenibilità.
L'idea: hotel, scuola e vigneti sul tetto
Il progetto prevedrebbe la realizzazione di una scuola internazionale, un albergo con una capacità tra le 150 e le 180 camere, il Museo delle Bollicine all'interno delle catine storiche e la nuova sede del Consorzio dell’Asti, un vigneto urbano di 2.200 mq con filari installati direttamente sopra le strutture commerciali, oltre a interventi come una passerella pedonale e la sostituzione del vecchio muro su corso Libertà con un portone monumentale e un varco per il flusso dei veicoli.

Il dibattito: "Sogni o incubi?"
Tra le incertezze legate all’operazione, i consiglieri di Prima Canelli, Giovanni Bocchino e Annalisa Conti, hanno posto domande sulla concretezza, sottolineando che, ad oggi, la sola certezza parrebbe l’insediamento di un supermercato Lidl, non nascondendo preoccupazioni sul tessuto commerciale nelle vicinanze dell’area: “Sarà un disastro per i piccoli negozi del centro - ha sostenuto Conti - farà morire quelle piccole quattro realtà che oggi fanno fatica a stare in piedi”.
Anche i consiglieri di Per la tua Canelli non hanno celato qualche scetticismo, soprattutto sulla sostenibilità economica, con dubbi legati a un hotel di tali dimensioni senza un centro polifunzionale integrato, chiedendo garanzie e un cronoprogramma certo per evitare che venga costruito solo il polo commerciale, lasciando il resto sulla carta. Ma anche la gestione del verde sollevata dal consigliere Paolo Gandolfo, a cui è stato risposto che sarà interamente a carico dei privati.
“Il progetto sicuramente a vederlo così è bello, è un bellissimo libro dei sogni, un albergo da 180 camere. Sinceramente non so su che basi, su che numeri sia stato deciso - ha evidenziato Rosso - Quello che noi chiediamo è quantomeno un cronoprogramma o delle certezze per non rischiare di ritrovarci un domani solo con un supermercato e tutto il resto bei sogni”.
A contrariare la minoranza sull’operato dell’amministrazione sulla questione ci sarebbe anche la mancanza di coinvolgimento: “Se non fossimo stati attenti all'albo pretorio probabilmente non avremmo saputo nulla”, ha fatto notare Bocchino.

Dall’altra parte, invece, l’amministrazione ha difeso il progetto, descrivendolo come un ambizioso "libro dei sogni" per il rilancio turistico, assicurando che il Comune manterrà il controllo finale sul progetto durante l'iter urbanistico.
Un punto cardine dell'operazione, sostenuto dalla maggioranza, è la chiusura definitiva del precedente PEC (Piano di Edilizia Convenzionata), risalente a anni fa, che prevedeva destinazioni d'uso residenziali e spazi per il piccolo commercio, funzioni che non sono più ritenute utili o attuali per il rilancio di quell'area.
“Abbiamo utilizzato questi 2 anni per cercare di evitare che quest'area diventasse solamente commerciale, perché è privata - ha dichiarato la sindaca Giovine - Questo accordo è il primo passo verso un utilizzo dell'area. Una proposta che non deve né spaventare chi è impressionabile né far pensare che tutto sia deciso”.
I prossimi passi
Dal punto di vista amministrativo, il Consiglio ha così approvato una variazione di bilancio che prevede l'entrata di 57.500 euro, somma che verrà interamente rimborsata dal privato per pagare l'urbanista incaricato di definire le volumetrie e gli standard pubblici. Il Comune manterrà la piena libertà di valutare, tramite le commissioni e il voto finale del Consiglio, la proposta definitiva.














