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Cultura e tempo libero | 07 gennaio 2021, 13:00

Comunità Astesana: tante denominazioni, tanto territorio

Parliamo oggi del nostro territorio, pronto a ritrovare identità e sviluppo grazie ai suoi valori più tipici, espressi da tante DOP, PAT, De.Co., DOC e DOCG

Comunità Astesana: tante denominazioni, tanto territorio

Dai ricchi frutti delle colline del vino, fino ai tanti eccezionali prodotti della terra, con spesso antiche tradizioni di coltivazione, l’Astesana è piena di grandi eccellenze. Tutta questa qualità caratterizza come unico il nostro bellissimo territorio. I suoi 16 prodotti e lavorazioni, tra DOP, PAT, De.Co. e Presidi Slow Food, e 12 DOC e DOCG, rappresentano non solo un ottimo punto di partenza per sviluppare lavoro e qualità di vita, con la Dop Economy, ma anche denominazioni territoriali che non possono che farci sentire orgogliosa comunità

Nel celebrare e degustare le nostre nocciole, i nostri tartufi, i nostri vini e tanti altri prodotti eccezionali e distintivi come l’asparago Saraceno di Vinchio, il Cardo Gobbo, i carciofi del Surì, il peperone quadrato d’Asti o quelli piccoli e carnosi di Capriglio e gli enormi pomodori Cerrato, tanto per citarne qualcuno, raccontiamo storia, tradizioni, persone e terroir, la tendenza del momento. Prodotti spesso ritrovati grazie a giovani imprenditori agricoli, con un occhio attento al passato, ma anche al futuro, condividendo un certo modo di lavorare, sostenibile, ecologico, etico e una comune idea del valore insito nel nome del loro territorio.

Prodotti unici, storie importanti e luoghi eccezionali, protetti proprio per questo da denominazioni. Nate e sviluppate per valorizzare le loro origini e tipicità, dando ai nomi dei vari luoghi e dei terroir il ruolo che hanno: fondamentale.

Ancor più fondamentale quando è una Comunità a parlarne, per promuovere la stessa evoluta e costruttiva attenzione del mondo dell’enogastronomia anche in altri ambiti. Due per tutti: Unesco e turismo. Fa male continuare a leggere le ragioni sociali dei due Enti, Paesaggi vitivinicoli e ATL, ancora assenti di una denominazione in cui si possano rappresentare quasi 200.000 persone, una grande comunità. In settimana ho giocato con un paio di post su Facebook ad imputare al Presidente Comaschi l’ipotesi di inserimento del termine Astesana in ragione sociale. Nulla di più che ipotetico, ahimè: avesse voluto lo avrebbe già proposto da tempo all’assemblea dei soci del nostro sito Unesco. Mai però disperare: la prossima è il 15 gennaio e metti che l’abbondante terzo di soci, Sindaci che non possono che sentirsi Astesani come le comunità che amministrano, si ravvedessero, il 2021 partirebbe più che bene. Non parliamo poi dell’ATL, dove del Monferrato promosso nel nome neppure l’ombra. Sostituirlo con Astigiano sarebbe soluzione utile a loro per non far casino nel pubblicizzare una destinazione già promossa da un’altra Atl, Alexala, e utile al nostro territorio per evitare la continua moria di presenze turistiche, al netto di ‘sto accidenti di virus.

Davide Palazzetti

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