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Attualità | 22 febbraio 2021, 20:06

Rasero: "L'emergenza Covid ci ha fatto comprendere meglio il senso di comunità" [VIDEO]

Nuova diretta del sindaco di Asti, ad un anno dall'inizio emergenza: "L'ospedale non è sotto pressione e i vaccini rappresentano una luce in fondo al tunnel, ma non bisogna abbassare la guardia"

Maurizio Rasero, sindaco di Asti

Un fermoimmagine della diretta

“Non c’è più in diario di bordo (con il quale, durante il lockdown, apriva le sue dirette, ndr.), quindi mi verrebbe da utilizzare la frase di Tortora quando riprese Portobello: ‘Dove eravamo rimasti’”.

Con queste parole, il sindaco di Asti Maurizio Rasero ha aperto una diretta Facebook organizzata per fare il punto sul primo anno di lotta al Covid, apertosi quando “Un anno fa ho ricevuto una telefonata dal prefetto per valutare come affrontare eventuali casi qui da noi. Eravamo al giorno dopo il primo caso in Italia e nessuno avrebbe potuto immaginare quel che sarebbe poi accaduto”.

LA PRIMA FASE, DA ALASSIO AL LOCKDOWN

Rasero ha poi ripercorso le varie fasi dell’emergenza, dai contagi del gruppo di soggiornanti ad Alassio che portarono subito l’Astigiano agli onori delle cronache al periodo del lockdown che portò alla dirette, organizzate “per dare informazioni puntuali ai cittadini perché purtroppo il nostro territorio non ha una propria tv ma ci serviva soprattutto una modalità per comunicare sempre la verità. Ho sempre cercato di dare informazioni vere senza creare allarmismi e drammi in caso di fatti negativi o che portassero ad abbassare la guardia se positivi. Grazie alle dirette abbiamo appreso meglio il senso di comunità e appreso le iniziative che sono state organizzate come ad esempio “Dona la spesa” per non lasciare nessuno indietro”.

I DECESSI E LA SPERANZA RAPPRESENTATA DAL VACCINO

Un lungo anno, nel corso del quale anche l’Astigiano ha dovuto piangere molte morti e fare i conti con l’emergenza economica conseguente le norme finalizzate a contenere il contagio, al termine del quale si inizia a intravvedere una luce in fondo al tunnel, ovvero il vaccino. Che, dopo il personale sanitario, da ieri ha iniziato a coinvolgere gli over 80 e il personale scolastico.

Il sindaco ha poi sottolineato come il raffronto tra i numeri inerenti i contagi registrati nelle prime due ondate e quelli odierni evidenzino come quasi sicuramente la stragrande maggioranza dei positivi della prima ondata non erano stati individuati a causa del basso numero di tamponi che venivano effettuati: oggi è cambiata tutta la prospettiva”.

RICOVERI IN NETTO CALO, MA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA

“Nel corso della seconda ondata ci siamo trovati, il 22 novembre, a registrare 1.056 positivi. Oggi ad Asti sono 174, ovvero un ottavo rispetto a tre mesi fa. Ma questo dato non va letto come una vittoria, che si potrà avere solo con l’immunità di gregge conseguente una massiccia vaccinazione”.

Nell’attesa di poter celebrare quel momento, i dati inerenti l’ospedale cittadino sono confortarti: Nel corso delle prime due ondate ha spiegato Rasero siamo arrivati a circa 220 positivi ricoverati nei reparti, quindi non solo in Terapia Intensiva e negli Infettivi ma anche in altri reparti riconvertiti a Covid. Ad oggi, invece, abbiamo 35 posti su 42 disponibili in Malattie Infettive, 6 su 8 in Terapia Intensiva e 7 su 8 in Semi Intensiva. Per un totale, quindi, di 48 posti letto occupati. Per cui immagino che l’ospedale non sia sotto pressione e possa fornire anche tutti i servizi non correlati al Covid”. “Dobbiamo però mantenere comportamenti virtuosi per cercare di uscire definitivamente da questa situazione”, ha rimarcato il primo cittadino.

LE SCUSE AI MANIFESTANTI ACCUSATI PER LE PANCHINE IMBRATTATE

In conclusione, dopo aver ricordato la disponibilità di un volume di testimonianze presentato nel pomeriggio (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), il sindaco si è scusato con quanti hanno partecipato a una manifestazione svoltasi in piazza San Secondo venerdì pomeriggio, cui inizialmente aveva associato un episodio di imbrattamento di un paio di panchine della piazza.

“Abbiamo verificato con le videocamere di sicurezza – ha spiegato – senza trovare alcun elemento che possa ricondurre il danno a quella manifestazione, per cui mi scuso pubblicamente per aver associato le due cose in un post. E’ stato uno sfogo dovuto al constatare che, di fronte a sempre meno risorse e tante cose da fare, ci sono cittadini che non collaborano e anzi danneggiano la cosa pubblica”.

Gabriele Massaro

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