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Politica | 22 luglio 2022, 18:47

Ecco come la politica Astigiana valuta la caduta del governo Draghi e il futuro dell'Italia

Abbiamo chiesto a Andrea Giaccone (Lega), Marco Gabusi (Forza Italia), Massimo Cerruti (Movimento 5 Stelle), Marcello Coppo (Fratelli d'Italia) e al sindaco Rasero le loro 'visioni' del futuro. E non sono mancate le 'scintille'...

Nel collage fotografico, in senso orario: Mario Draghi, Andrea Giaccone, Maurizio Rasero, Marcello Coppo e Massimo Cerruti

Nel collage fotografico, in senso orario: Mario Draghi, Andrea Giaccone, Maurizio Rasero, Marcello Coppo e Massimo Cerruti

Come facilmente intuibile anche solo guardando ai riscontri avuti dalla lettera-appello a Draghi firmata anche dal sindaco di Asti Maurizio Rasero (CLICCA QUI per rileggere l’articolo) e fermamente avversata dall’assessore, ed ex vicesindaco, Marcello Coppo (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), il venir meno dell’appoggio di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle al governo dell’ex governatore della BCE, con conseguente scioglimento delle Camere e indizione di nuove elezioni per il 25 settembre, ha comportato una serie di reazioni anche in ambito locale.

Ieri vi abbiamo dato conto dell’opinione dell’On. Andrea Giaccone (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), esponente leghista che è anche commissario provinciale del partito, mentre oggi ‘ampliamo il campo’ dando voce all’assessore regionale Marco Gabusi (Forza Italia); al consigliere comunale pentastellato Massimo Cerruti; al già citato Marcello Coppo, leader locale di Fratelli d’Italia e in ultimo, ovviamente non per importanza, al sindaco Rasero che, come accennato, è stato tra i primi firmatari della lettera-appello dei sindaci all’ormai ex premier.


GABUSI (FORZA ITALIA): “GIA’ AL LAVORO PER UN SERIO PROGRAMMA DI GOVERNO”

E’ all’insegna della compostezza istituzionale, e proiettato verso le elezioni, il commento dell’ex sindaco di Canelli e già presidente della Provincia di Asti, secondo cui: “Ognuno potrà avere la propria idea di come si è sviluppata la crisi di governo, ma come dopo ogni separazione, la cosa più importante è preoccuparsi di garantire un futuro a quelli che rischiano di subirne i danni, in questo caso gli italiani. Per tale motivo, Forza Italia ha già un programma serio di governo che proporrà agli elettori per garantire al Paese quelle riforme strutturali e liberali che si attendono da anni”.


CERRUTI (M5S): “CI SIAMO ASTENUTI DAL VOTARE, MA LA CRISI L’HANNO APERTA ALTRI, DA LEGA E FORZA ITALIA ALLO STESSO DRAGHI”

Dovendo dare un giudizio sulla decisione che ha di fatto lacerato il Movimento, Cerruti non ha dubbi: Il M5S astigiano approva in maniera convinta la linea del presidente Conte. Con molta pazienza e sacrificio abbiamo sinora combattuto all'interno di un governo che non ci esaltava pur di difendere le nostre conquiste ed i nostri principi. La realtà degli ultimi tempi é che avremmo dovuto avallare politiche non in linea con i nostri programmi sino ad aprire le porte all'inceneritore di Roma da un miliardo di euro che proprio nulla centrava con il decreto aiuti e men che meno con la transizione ecologica. Ci siamo semplicemente astenuti dal votare quel provvedimento e richiedere attenzione su nove punti per noi fondamentali per i cittadini. Il governo aveva ampi numeri per proseguire, ma la crisi vera invece l'hanno aperta altri: Draghi in primis con le sue dimissioni, la Lega e Forza Italia”.

Il consigliere pentastellato ha poi ampliato il discorso all’ambito locale, criticando fermamente la lettera-appello: “E’ stato veramente ridicolo che il nostro sindaco, vestito a lutto da vedova di Draghi, lo abbia implorato in lacrime di restare, pena l’invasione delle cavallette. Peccato che, subito dopo, i tre partiti che lo sostengono in Giunta abbiano affossato il premier, votandogli contro o astenendosi sulla fiducia. Una figuraccia colossale, che ha messo alla berlina la città e la sua maggioranza”.

“Travalicando i suoi compiti senza motivo – argomenta Cerruti –, magari con l'unico obiettivo personale di coagulare a sé altri sindaci per diventare a giorni Presidente della Provincia, continuando imperterrito nell'accentramento di potere, ci ha ‘schierati’ tutti in una fase così delicata. Non in mio nome e di tanti altri, prendo ufficialmente le distanze per me e tutti loro. Ora spieghi però ai cittadini il suo improvvido e fallito gesto di fedeltà e sottomissione alla solita politica dei banchieri, dei poteri forti e accentratori di pochi sederi su molte poltrone e prenda atto che persino tutti i partiti dalla sua parte questa volta gli hanno voltato la schiena”.


COPPO (FRATELLI D’ITALIA): “IL DESTINO DI QUESTO GOVERNO ERA ‘SCRITTO’ FIN DALL’INSEDIAMENTO”

“Che sarebbe finita così era pacifico fin da quando è stato trovato l’accordo che ha portato alla nascita del governo Draghi – afferma Coppo, rimarcando la posizione da sempre tenuta da Fratelli d’Italia – Ricordo che all’epoca la Meloni disse che non era possibile che un governo supportato o sopportato da forze politiche così eterogenee potesse operare in maniera efficace, perché ciascuno tira dalla sua parte”.

“Magari sarebbe stato meglio andare a votare prima di fare questo governo o quando è stato eletto il presidente della Repubblica – prosegue l’assessore – Anche perché, se nel ragionamento delle forze che facevano parte della maggioranza Draghi era il garante nei confronti dell’Europa, allora tanto valeva metterlo alla presidenza della Repubblica. Ovviamente non sarebbe comunque stata una decisione che avrei accolto con favore, ma avrebbero dimostrato coerenza con ciò che affermano”.

Coppo non ha altresì perso l’occasione per ribadire che la lettera sottoscritta da Rasero, Sala (sindaco di Milano), Nardella (sindaco di Firenze), Lo Russo (sindaco di Torino) e diversi altri primi cittadini proprio non l’ha convinto: “Sinceramente a me è parsa più l’embrione di qualcos’altro: magari un ‘partito della terra di mezzo’ che non vuol essere proprio centro, che parte con grandi ambizioni e poi probabilmente finirebbe per a raccogliere un 10% come fece una decina d’anni fa la lista Monti, contribuendo a mantenere l’Italia nella solita instabilità”.

Ipotesi che, comunque, difficilmente potrebbe concretizzarsi nei due mesi che ci separano dalle urne, con collegi elettorali ampliati e drastico taglio dei parlamentari (CLICCA QUI per rileggere l’articolo) e conseguente timore, da più parti, di ridotta rappresentanza territoriale. Una paura che Coppo non condivide: “Io sono convinto debba innanzi tutto esservi piena responsabilità da parte delle forze politiche tenute a cercare di scegliere persone che possano garantire la rappresentanza di tutti i territori, in base ai numeri che si fanno. Ma, al di là di questo, è necessario prendere in considerazione anche la linea politica di ciascun partito che, se correttamente applicata, può portare benefici al di là delle esigenze dei singoli territori”.

RASERO: “LA CADUTA DI DRAGHI E’ L’ENNESIMA CONFERMA DELL’INSTABILITA’ CHE FRENA LA COMPETITIVITA’ DELL’ITALIA”

“Non posso che prendere atto che tutti ci hanno messo del loro perché finisse così – afferma Maurizio Rasero –, anche Draghi che nel giorno più difficile ha fatto un intervento con parole per nulla concilianti verso chi era chiamato a votargli la fiducia. Ciò detto, ho firmato quella lettera con convinzione e lo rifarei anche ora, perché penso fosse giusto farlo per il Paese e per le possibili ricadute sui territori: in un clima di forte incertezza per ragioni indipendenti dalle nostre volontà, aggiungerne dell’altra certo non può far bene. Sono comunque contento di sapere la data delle elezioni e che, a quanto pare, uno degli elementi che generava maggior preoccupazione, ovvero la possibile perdita dei fondi del PNRR, sia scongiurata da un possibile ‘patto’ tra i partiti per non fermare il Paese”.

“La caduta del governo Draghi – aggiunge il primo cittadino – è purtroppo l’ennesima conferma dell’instabilità di questo Paese, che non è stata scalfita neppure dal passaggio da proporzionale a maggioritario, e che ci rende meno competitivi rispetto a partner europei. Prendiamo ad esempio la Germania: dal 1989 ad oggi hanno avuto quattro premier, noi nello stesso periodo ne abbiamo avuti 17, da Andreotti a Draghi”.

Nelle parole del primo cittadino traspare poi la delusione per il dover votare in autunno anziché in primavera, alla scadenza naturale della legislatura:Votare alla scadenza del quinquennio avrebbe dato modo di organizzare qualcosa di politicamente diverso, mentre così ci ritroveremo al solito ‘gioco’ destra-sinistra”. “Ma lo schifo di cui tutti dovrebbero vergognarsi – tuona il sindaco – è quella merda (citazione letterale, ndr.) di rivoluzione sbandierata dai 5 Stelle che, dietro la bandierina del taglio dei costi della politica (si riferisce alla riforma che ha comportato il taglio dei parlamentari, ridotti a 600, ndr.), hanno spazzato via la rappresentanza dei territori. Sarebbe stato eventualmente più logico togliere una delle due Camere, poiché il bicameralismo italiano così com’è non ha più senso. Invece, tagliando il numero di parlamentari, la rappresentanza astigiana al Senato è destinata a sparire del tutto e alla Camera dovremo ‘condividere’ le istanze con altre province”.

In ultimo, il primo cittadino non ha mancato di replicare alle critiche e alle ipotesi avanzate da Cerruti: Le sue sono farneticazioni cui è ormai inutile rispondere. Ci hanno pensato gli astigiani a dargli il giusto peso, relegando lui e quel che resta del Movimento alla totale irrilevanza”.

Gabriele Massaro


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