/ Al Direttore

Al Direttore | 13 novembre 2019, 12:07

Florio: La proposta di cittadinanza onoraria a Liliana Segre onora la storia della nostra comunità

Riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma del legale astigiano, già sindaco della città, presidente dell'Associazione Italia-Israele

L'incontro con la Senatrice Segre, svoltosi nell'ambito di Passepartout, cui fa riferimenti l'avv. Florio nella sua lettera (foto tratta da Facebook)

L'incontro con la Senatrice Segre, svoltosi nell'ambito di Passepartout, cui fa riferimenti l'avv. Florio nella sua lettera (foto tratta da Facebook)

La proposta di conferire la cittadinanza onoraria di Asti a Liliana Segre, avanzata dalla capogruppo di opposizione Angela Motta e accolta dal sindaco Maurizio Rasero, costituisce un prezioso momento di unità tra le forze politiche cittadine su una questione di alto valore educativo e simbolico.

Esattamente come accadde nel 1998 quando, da sindaco di questa città, proposi di ricordare i 60 anni dall’emanazione delle terrificanti leggi razziali assegnando la cittadinanza onoraria ad Amos Luzzatto, all’epoca presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Anche allora – come mi auguro ora – si registrò l’unanimità del Consiglio Comunale. L’attuale proposta, oltre a onorare la figura della senatrice a vita sopravvissuta agli orrori della Shoah e diventatane instancabile testimone, onora la storia di Asti e della sua provincia, il cui sviluppo ha avuto nelle locali comunità ebraiche essenziali punti di riferimento.

Artom, Debenedetti, Jona, Ottolenghi, Terracini, Treves, sono solo alcuni tra i tanti cognomi di famiglie ebraiche astigiane che evocano esemplari storie di persone che sotto i più diversi profili (culturale, scientifico, imprenditoriale, politico, sociale, filantropico, ecc.) hanno servito e onorato la nostra comunità e il nostro Paese.

Lo scorso anno Liliana Segre, ospite ad Asti del festival Passepartout e dell’Associazione Italia Israele, ci ha più volte ricordato che le persecuzioni razziali, o meglio razziste, che il regime fascista attuò dal 1938 in avanti, poterono realizzarsi anche e soprattutto grazie all’indifferenza dei più.

Oggi in cui un punto di riferimento culturale e morale come lei viene quotidianamente fatto oggetto di vergognose e anonime ingiurie tramite i social, la proposta di cittadinanza onoraria avanzata da un esponente della sinistra e fatta propria dal sindaco di centrodestra suona come esemplare invito a reagire a tanta ignobile volgarità, a non lasciare che l’indifferenza ancora una volta ci travolga e ci faccia precipitare nel girone infermale dell’odio e della violenza.

 

Luigi Florio - Presidente Associazione Italia Israele

Al direttore

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium