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Attualità | 13 luglio 2020, 19:22

A Cinaglio continua a far discutere l'antenna "della discordia", vicino alla chiesa di San Felice, gioiello romanico

In paese si è costituito un comitato contro il progetto. Oggi è stata depositata una petizione in Comune, per chiedere la sospensione dei lavori. I residenti: "È una ferita al nostro paesaggio. Qualcuno ha già messo in vendita la propria casa"

A Cinaglio continua a far discutere l'antenna "della discordia", vicino alla chiesa di San Felice, gioiello romanico

Un'antenna Wind davanti a una meraviglia romanica. 

È un possibile scenario che continua ad alimentare il fuoco delle polemiche a Cinaglio.

L'antica chiesa di San Felice è un vero gioiello: il suo impianto risale al XIII secolo e al suo interno si trovano ancora splendidi affreschi risalenti alla fine del 1400.

Un meraviglioso panorama, insomma, che potrebbe presto venire compromesso a causa dell’installazione di una antenna-ripetitore WindTre che, una volta completata, raggiungerà un’altezza di circa 30 metri, quanto un palazzo di 10 piani.

I residenti, però, non ci stanno.

Una ferita al paesaggio e una petizione

"Siamo decisamente contrari a questa ferita al nostro paesaggio, ai nostri beni artistici e storici. La soprintendenza alle belle arti non ha voce in capitolo, trattandosi di una struttura che si erige su un terreno comunale. Ma la nostra storia è un bene nostro che vogliamo a tutti i costi proteggere", sostengono i cittadini firmatari della petizione fatta pervenire oggi in Comune, chiedendo la sospensione dei lavori e un incontro urgente con l'Amministrazione.

E per continuare la battaglia in paese si è costituito un comitato di cittadini, con l'obiettivo di dire no a questo progetto.

L'intenzione da parte dell'Amministrazione è quella di potenziare la connessione di telefonia particolarmente carente in paese, ricavandone anche un affitto di 5.500 euro l'anno per 9 anni.

"È un magro guadagno. Sappiamo che il contratto si rinnoverà automaticamente per altri 9 anni e che la Wind si riserva la facoltà di subappaltare la struttura ad altre compagnie telefoniche, con aumento delle onde ellettromagnetiche e dell'impatto visivo, e soprattutto di impiantare nuove tecnologie che minacciano gravemente la salute come il 5G", ribatte il comitato. 

A detta del comitato, si tratta di un progetto troppo impattante, che doveva essere sottoposto al vaglio della popolazione prima di essere messo in atto.

C'è già chi vende casa

"Qualcuno ha già messo in vendita la propria casa. Il paese ora non è più  quell'area incontaminata che qualcuno aveva scelto in alternativa all'inquinamento della città. Continueremo a opporci al mostro e a impegnarci per custodire il nostro bel paese e ancor più ci daremo da fare per far conoscere ai turisti la nostra pieve, con la sua abside romanica,  i suoi pregevoli affreschi del Quattrocento, il magnifico panorama che ci offre", concludono dal comitato. 

Elisabetta Testa

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