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Cultura e tempo libero | 03 dicembre 2022, 11:30

Storie di Orgoglio Astigiano. Un team di Asti dietro al videogame "V's Rage": "Nel gioco le tradizioni del territorio, tra dialetti e mitologia. Una grande scommessa"

Protagonista una mamma e moglie che si risveglia nel suo incubo: è nel videogioco del marito! Gli sviluppatori sono Giuseppe Verrua, Stefania Caretta e Angelise Frank, un po' sarda e un po' danese, che ora vive ad Asti. Entriamo nel loro coloratissimo mondo

NewbiX

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Uscire dalla propria comfort zone non è mai semplice, ma quando ci si riesce è davvero emozionante.

Mi è successo più o meno così durante l'incontro con NewbiX, il team astigiano che sta sviluppando un interessante videogioco. 

Giuseppe Verrua (46 anni), Stefania Caretta (44) e Angelise Frank (29), sono braccia e menti di un progetto a dir poco sorprendente, soprattutto se si pensa che il terreno fertile di tutto quello che stanno plasmando è Asti.

Non so come mai, ma per qualche forma strana di preconcetto, pensavo che in città non ci fossero progetti così tanto tecnologici. Pensavo che dietro a un videogame non ci potessero essere la storia di un territorio, la tradizione di un paese, i costumi di una popolazione. Quanto mi sbagliavo.

Incontro i ragazzi alle 9 del mattino, come sempre, nel negozio di computer di Giuseppe. Appena entro c'è qualcosa che mi colpisce immeditamente: alla mia sinistra una parete intera ospita disegni incredibili, i cui colori sarebbero in grado di attirare l'attenzione del cliente più distratto.

Mentre aspettiamo le ragazze, Giuseppe inizia a raccontarmi come nasce la sua passione per la produzione.

A giugno dello scorso anno ho avuto come un'ispirazione: volevo produrre un videogioco italiano. Così, mi metto in contatto con un mio cliente del politecnico di Milano, che mi consiglia di provare qualche motore di giochi. Mi sono messo a studiare parecchio, ho frequentato corsi per dare vita a un videogioco che è arrivato a 13500 copie tra Windows e Mac, a guadagno zero, ma una grande risultato per me. Da quel momento mi sono messo alla ricerca di una grafica. 

Siamo nel momento della storia in cui arriva Stefania, che, nel frattempo, è arrivata anche in negozio.

Quindi, ragazzi, cosa succede dopo il vostro primo incontro?

Volevamo fare qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di originale che, però, a primo impatto potesse anche ricordarti qualcosa dei videogiochi di un tempo.

Ed è qui che Giuseppe mi spiega la sua idea.

Una moglie che si risveglia nel suo incubo: è nel videogioco del marito!

La protagonista è una moglie e una mamma bellissima che, come molte donne, si divide tra lavoro e famiglia. Quando torna a casa, spesso trova il marito che si diverte a giocare ai videogames, cosa che lei odia. Beh, un giorno la protagonista si sveglia e si ritrova nel suo più grande incubo: il videogioco del marito.

Cosa fa la protagonista e come si chiama il gioco?

Il gioco si chiama V’s Rage. La protagonista per combattere usa una padella e, durante il suo percorso il cui obiettivo è tornare alla vita di prima, incontra molti personaggi particolari. 

Chi sono questi personaggi e come li avete sviluppati?

Il primo stage impostato è Agrigento. Qui si trova un personaggio semidivino, il re della pizza, che si chiama Crastos, un mix linguistico tra siciliano e greco (crastu in siciliano significa montone). E poi c'è un mostro stranissimo: una enorme matrioska che va a metano. Poi c'è uno zombie, ma anche Scillapina: un mix tra la signora Pina di Fantozzi e il mostro di Scilla della mitologia, con quegli strani tentacoli.

Guardiamo insieme il trailer

Il vostro progetto prende molto spunto dalle tradizioni italiane, cosa particolare per un videogioco, no?

Esatto, volevamo fare qualcosa di leggero, giovanile e soprattutto adatto a qualsiasi computer. Siamo italiani e volevamo fare un gioco che avesse personaggi italiani, che poggiasse sulle nostre bellissime tradizioni, sia storiche che cinematografiche. Abbiamo voluto scommettere sul territorio, inteso in senso lato: l'Italia, le nostre tradizioni, la pizza, la mitologia, i dialetti...

C'è qualche altro personaggio che rimanda al cinema?

Beh, la nostra diva. La classica ragazza che gira in città in Vespa, sempre in tacco a spillo. Il suo concept rimanda a Medusa, ma il tutto si unisce all'immagine collettiva della diva felliniana. Lei non è propriamente un nemico, ma è molto pericolosa: a bordo della sua Vespa investe tutti. 

Me la indicano su quella parete piena di arte. Rimango sbalordita da quanto sia potente quell'immagine, ma soprattutto lo sguardo che sono riusciti a darle. Quel rossetto rosso fuoco, quella mascherina sugli occhi, quelle sopracciglia perfette ad ali di gabbiano, quella capigliatura di serpenti tanto caotica quanto ordinata, come se fosse appena uscita dal parrucchiere. La caratterizzazione dei personaggi è incredibile: sembrano vivi.

Ci sono altre ispirazioni dietro a questo lavoro?

Sì, ci siamo ispirati anche ai cartoni animati giapponesi anni Ottanta, vogliamo fare un gioco ispirato sia visivamente che come game play a quel periodo. Un gioco moderno, che conserva l'anima dei giochi di un tempo. L’intro sarà fatta in stile fumetto coreano Manhwa. La componente fumettistica è molto presente: ad esempio, dopo un urto, anzichè fare uscire del sangue appare una onomatopea che fa "boom". Inoltre, il rimando al risveglio in un incubo ci riporta ad Altèred Beast, mentre il legame con le tradizioni italiane ad Assassin's Creed, con la differenza che in quel caso si guarda all'Italia con gli occhi di qualcuno che vive all'estero, mentre noi abbiamo scelto di farlo con gli occhi di chi vive in Italia. 

Quando pensate che potrà essere giocabile il vostro progetto?

Non prima di un annetto. Siamo in fase di pre-progettazione, che è ancora una fase embrionale: è come se, ad oggi, avessimo un prototipo. Stiamo correndo, ma è un lavoro lungo, stiamo andando alla garibaldina. Il gioco avrà quattro livelli. All'inizio ci sarà tanto gioco, nel secondo livello si potrà sparare, nel terzo la protagonista salirà in sella a una moto e sarà in grado di scansare ostacoli e via discorrendo, andando a riempire sempre più gli ambienti in base al livello.

Ci fermiamo un attimo, quando chiedo al team di spiegarmi concretamente come funzioni il lavoro di progettazione di un videogame.

Mi spiegano che Giuseppe mette a sistema il materiale grafico che riceve da Stefania e Angelise. Stefania dà vita ai disegni principali e alle animazioni 2D. Il concept e le animazioni 3D sono opera di Angelise, definita dal team "il collante" del gruppo. Angelise mette ordine e precisione: è un jolly, dalla storia particolarissima.

Angelise, ma sei astigiana come Stefania e Giuseppe?

No, io vengo dalla Sardegna, ma ho origini danesi. Sono venuta apposta ad Asti per aiutare questo team. Sono una designer industriale. Ho studiato in Danimarca, ma vivo a Sassari. Grazie ai miei studi all'estero, che mi hanno offerto molti strumenti di analisi, sto cercando di portare anche il mio contributo all'interno di questo gruppo di lavoro.

Credo che per fare questo lavoro servano pazienza e tanta autocritica. Sbaglio?

È così. Spesso facciamo tutto da capo perchè non siamo convinti di quello che abbiamo messo in pista. È un grande lavoro di squadra, ma molto lungo, non si vedono subito i risultati sperati, servono pazienza e capacità di aspettare. Quello che stiamo facendo è già una pazzia. Ci siamo messi in gioco, investendo su noi stessi per creare qualcosa di nuovo. Perchè nella vita o ti butti o non otterrai mai nulla.

Che grande verità ho sentito.

Cosa avete fatto per dare ancor più identità al vostro team?

Angelise ha creato delle piccole mascotte che rappresentano ognuno di noi. In più, ha aggiunto Chibi Manga, ovvero piccoli personaggi fatti a logo.

Come possono gli astigiani (e non) sostenere il vostro bellissimo progetto?

Abbiamo creato un crowdfunding. Le persone interessate al progetto lo finanziano donando qualcosa, per poi avere un ritorno in base alla cifra che hanno messo a disposizione.

Avete scelto un concetto molto americano per sponsorizzare V's Rage, come mai?

Sì, sappiamo che in America c'è questa filosofia del finanziare artisti indipendenti, c'è molto mecenatismo, cosa che in Italia è sicuramente più difficile. Nei primi 18 giorni siamo arrivati a 2600 euro, su 15mila impostati come obiettivo. Se anche a voi è piaciuto il nostro progetto, scegliete di sostenere un'idea del vostro territorio. Basta poco, ma quel poco può fare la differenza.

Il saluto agli amici de "La voce di Asti"

 

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale del progetto, disponibile QUI.

CLICCA QUI per contribuire al crowdfunding. 

NewbiX team è presente anche sui social. Chi volesse mettersi in contatto con il gruppo può scrivere a newbixteam@gmail.com 

Elisabetta Testa

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