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Politica | 10 settembre 2020, 08:00

Non si placa la querelle sulla convocazione del consiglio telematico di questa sera. Anselmo (Uniti si può): "Come mai ci sono delle interrogazioni risalenti addirittura al 2019?"

"Tutti i Comuni capoluogo di provincia del Piemonte ormai dalla fine di luglio stanno tenendo le riunioni dei Consigli Comunali in presenza, perché ad Asti no?"

Michele Anselmo, qui con Mauro Bosia

Michele Anselmo, qui con Mauro Bosia

Se ieri il presidente del consiglio comunale, Giovanni Boccia, ha cercato di chiarire, con una conferenza stampa, il regolamento comunale, per quanto riguarda gli accordi sulle convocazioni, non si placa la lunghissima querelle che vede minoranza e maggioranza sfidarsi a colpo di comunicato stampa.

Anche Michele Anselmo, consigliere di Uniti si può ha voluto fare le sue riflessioni, sottolineando di essere piacevolmente stupito che "Dopo 3 anni sonnacchiosi la maggioranza in Consiglio comunale ha dato un segno di vita. È stato un piacere in questi giorni leggere così tanti interventi di Consiglieri, che nei 3 anni passati raramente ho sentito intervenire durante le sedute con proposte concrete e confrontarsi sui temi importanti per la città (ed è sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa).

Ma, ironia a parte spiega che gli interventi della maggiornanza e dello stesso sindaco siano "fuori tema" e chiarisce: "Come mai ci sono delle interrogazioni risalenti addirittura al 2019? Risposta: perché negli ultimi 5 consigli comunali (quelli effettuati dopo lo scoppio della pandemia) la tradizionale ora delle interrogazioni non è stata effettuata. Come mai? Chi l’ha deciso? Le interrogazioni fino ad ora non rispondevano a un’esigenza di garanzia democratica? E’ mai successo nella storia di questo Comune che per cinque Consigli consecutivi non venissero trattate le interrogazioni? E’ stato così anche negli altri Comuni capoluogo di provincia?"

E chiede conto delle motivazioni dal momento che i consigli in via telematica si sono svolti il 2 aprile (in effetti in piena emergenza), il 27/28 aprile, 14 maggio, 29 giugno e 27 luglio, "sicuramente non si capisce perché negli ultimi 3 consigli non si siano discusse, certo qualche risposta mi frulla in testa".

La minoranza in consiglio ha comunque utilizzato altre modalità per ottenere risposte a domande sulla città e cioè l’utilizzo delle interpellanze a risposta scritta.

"Ma anche in questo caso - scrive Anselmo - il comportamento della maggioranza è stato alquanto deplorevole: basti pensare alla interrogazione presentata in data 28/04 sul numero di contagi COVID presso il personale sanitario ospedaliero e degli ospiti e operatori nelle RSA.

La nota fornita dall’ASL al Sindaco porta data 08/05, l’inoltro ai Consiglieri comunali è avvenuto solo il 28/05 (termine ultimo per la risposta): nonostante un tema così importante, taciuto per tutto il periodo COVID, la risposta è stata tenuta ferma in un cassetto per oltre 20 giorni, una cosa davvero vergognosa e di scarsissimo rispetto verso i cittadini.

Altra modalità adottata dalla minoranza per cercare di avere risposte e per aprire un dibattito è stata quella dei comunicati stampa (ad esempio sulla surreale gestione della riapertura degli Asili Nidi, vicenda che ancora oggi sta lasciando a bocca aperta numerosi genitori e che ha visto l’Amministrazione dormire sonni profondi ritardando di 2 settimane la loro apertura, senza alcun motive e spiegazione e senza risposte certe). In questo caso il riscontro è stato ancora peggiore: risposte piccate, sarcastiche con un tono di sufficienza del tutto fuori luogo.

"Peraltro  - conclude Anselmo - praticamente tutti i Comuni capoluogo di provincia del Piemonte ormai dalla fine di luglio stanno tenendo le riunioni dei Consigli Comunali in presenza (Torino, Novara, Cuneo, Biella, Verbania), come mai ad Asti non si riesce ad organizzarle? Abbiamo avuto Asti Teatro con il pubblico, il cinema all’aperto con il pubblico, sono stati convocati alcuni collegi docenti delle scuole (con oltre 100 partecipanti in alcuni casi), lunedì inizieranno le scuole, medici e infermieri continuano a lavorare, sui trasporti pubblici si può raggiungere l’80 % della capienza e l’Amministrazione comunale non è in grado di organizzare un consiglio in presenza? O forse facciamo parte davvero di quella casta per cui noi dobbiamo essere più tutelati di tutti gli altri? O forse è più comodo così e si vogliono trattare temi vitali per la nostra città en passant?".

Segue elenco di interrogazioni.

  • Mercato Ortofrutticolo (10/2019)

  • Futuro ASP (01/2020)

  • Modifica viabilità piazza Torino (0/204)

  • Nuova rete idrica Valleandona (02/20)

  • Situazione degrado area ex Caserma Colli di Felizzano (25/05)

  • Fondi erogati da stato Covid.-19 dopo nota MIUR (07/20)

  • Accattonaggio centro storico (07/20)

  • Situazione Ospedale post Covid 19 (07/20)

  • Vecchio ospedale (06/20)

  • Edilizia popolare (08/20)

Alcune delle interpellanze a risposta scritta presentate:

  • Antenna via Pietro Micca (05/20)

  • Antenna via Bausano (05/20)

  • Situazione contagi Covid 19 (04 e 05/20, due differenti interpellanze)

  • Piscina Comunale (07/20)

  • Arredi scolastici (07/20)

  • Parere ANAC e gestione ASP (08/20)

  • Giro d’Italia (08/20)

  • Amianto Scuola Iona (08/20)

  • Casa di riposo città di Asti (08/20)

Betty Martinelli

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